Curiosità
Un'eccentricità nel vestire, che poi caratterizzava la moda dei tempi andati, era rappresentata dal costume femminile delle donne di Sangineto, di cui esiste ancora qualche esemplare. E' costituito dal corpetto e dalla gonna. Il corpetto è di panno colorato, possibilmente celeste, ornato con merletti e trine, allacciato sul petto. Le maniche del corpetto sono staccate dal busto e negli interspazi sbuffa la camicia bianca. La sottoveste è confezionata con un tessuto filato di seta e lana tinti in rosso. Tale colorazione si otteneva mettendo a bollire nell'acqua il mallo delle noci e la bacca rossa di una pianta cespugliosa chiamata " 'mbrica fucu ". Per confezionare una di queste gonne occorrevano sette metri di stoffa che veniva plissettata alla vita, sino ad ottenerne una specie di cinturone. Anticamente, a Sangineto erano rinomati i mulini ad acqua e i telai a mano per la tessitura della seta, della lana di pecora e della stoppa che si ricavava dalle umili ginestre. Il processo di trasformazione della solitaria pianta di ginestra in filo da tessere era semplice. In autunno si falciavano i virgulti di ginestra che crescevano al posto delle piante abbattute in precedenza. Raccolti in mazzetti e bolliti, questi fascetti, si mettevano a macerare per 48 ore nelle acque del fiume. Poi venivano sfilacciati e battuti con una mazza di legno, finché restavano le fibre che venivano filate. Con i tessuti di lana e di stoppa, ottenuti dai telai a mano, venivano confezionate ottime coperte, mentre con quelli ottenuti dal filo di cotone e dalle stoppe di ginestra si confezionavano sacchi, bisacce, sacconi per materassi e, con il filato più sottile, le lenzuola. A Sangineto, dove furono dissodati molti terreni all'epoca dell'introduzione della coltura delle patate, trasformando molte estensioni di pascoli in terreni coltivati, furono avviate varie colture di prodotti ortofrutticoli e inoltre di ulivi, aranci, limoni e alberi da frutta. Poi, nel 1848 si verificò una spaventosa alluvione e tutti i terreni dissodati sugli anfratti montani e bonificati con muri e terrazzamenti furono travolti dalle acque impetuose e trascinati a valle, vanificando drammaticamente l'indefessa opera dei contadini. In quell'occasione, per placare e ire e le intemperie che minacciavano di travolgere le case abitate, i cittadini di Sangineto si rivolsero alla Madonna del Rosario e istituirono in suo onore la festa che si celebra in gennaio. Attualmente si coltiva di tutto, ma poco e a stento, spesso per il fabbisogno familiare.
01.01.05//notizie